23 luglio 2008

Riuscivo a coltivare solo speranze



In versi e immagini, il libro descrive il profondo e complesso itinerario, nella realtà esterna e dentro di sé, percorso in occasione di un grave problema di salute: un lavoro di espressione di stati d'animo e di vissuti che rappresenta anche un possibile modo di affrontare la malattia.

Il recupero del proprio benessere viene descritto come un viaggio che, attraverso fasi diverse, conduce alla ricerca di un nuovo equilibrio.
Il ricorso alla dimensione creativa viene descritto nel libro, come recupero del rapporto con una parte di sé trascurata e messa in secondo piano: un passaggio che rimanda alla riflessione sull¹importanza dell¹integrazione delle parti diverse, dentro di sé e nel rapporto con il mondo esterno.
In questi orizzonti, il libro descrive la trasformazione nella modalità di prendersi cura di sé che, partendo dal corpo, si è estesa anche agli altri ambiti della vita.

Anna Maria Bellagamba

15 luglio 2008

PsicoNeuroEndocrinoImmunologia

Giornata di studio RAVENNA • 20 SETTEMBRE 2008

13 luglio 2008

Riorganizzazione dell'anatomia patologica


Il Resto del Carlino 28 giugno 2008




11 luglio 2008

La Farfalla




Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.


Pablo Neruda


06 luglio 2008

Nessuna certezza






Non tutti i gambi hanno le spine… Se le guardi bene, sembrano delle vele.
C’è chi vede il bicchiere sempre mezzo vuoto…
Chi oramai ha imparato a fare la vittima, così che vedendo tutto nero, se la vita gli regala un po’ di rosso, non incorre in delusioni, bensì in meraviglia… anche se poi, continua a cercare il pelo nell’uovo.
C’è chi è sempre di corsa ed il tempo lo vede di passaggio lo vive nello spacco senza cerniera, perché è un dispersivo convulsivo.
Quante volte ci sembra di non aver vissuto abbastanza, di non aver sfruttato ogni singola goccia della propria vita, di essere spiacenti nei confronti di sè stessi per non aver agito come avreste voluto fare? Quante volte?
Quante volte si è taciuto per orgoglio.
Quante volte non si è urlato ciò che si pensa, chi per assenza di coraggio, chi per eccesso di compostezza.Quante le volte che non si è puntato i piedi, che non si è stati decisi e decisivi…
Quante si è vissuti sottobraccio con l“amica” insicurezza, sperando che il cielo la mandasse buona, scovando per conferma un segno tra le nuvole.
Per non contare tutte quelle volte in cui non si è detto apertamente ciò che si prova.
Hai perso il conto dei “se”, dei “ma” e dei “se avessi fatto”.
Da che parte guardi il mondo?
Il tuo sguardo è disincantato o piuttosto sospettoso?
Brontoli sottovoce o urli incalzante il tuo stato di perenne insoddisfatto?
Sfili la matassa di seta dei desideri che hai raggomitolato nell’ angolo del cuore e, che Dio te la mandi buona per una volta…
Vorresti dare tutto il tuo cuore ma lasci la porta sempre socchiusa…
Ti fidi ancora poco del tuo prossimo, pronto ad alzare il sopracciglio sempre in tono ipercritico, perché sotto sotto, c’ è sempre qualcosa che non te la conta giusta…
Ma quali punti fermi…
Quando smetterai di contare le volte. Sacco pieno o Sacco vuoto?