29 giugno 2008

Le donne lo sanno da sempre….che il cielo è leggero ma non è vuoto….





In quel cielo non separiamo mai la razionalità dal cuore,perchè siamo dell’idea che il cuore ha sempre ragione.
In quel cielo perdoniamo i nostri errori senza per questo sentirci più deboli, ricucendo gli strappi e tenendoci stretta la cicatrice, simbolo di uno sbaglio che è sempre un più e mai un meno.
Custodiamo gelosamente tutto quello che viviamo e da un dettaglio ricostruiamo la storia.
Da un viso dipingiamo l’anima.
Leggiamo tra le righe anche quando queste righe non ci sono.
Sappiamo girare pagina o ricominciare il capitolo per capire meglio.
Riempiamo le nostre storie di segnalibri e orecchie che riavvolgiamo per riascoltare parole ormai passate….tutte incise sul nastro della nostra memoria, catalogate, sezionate e analizzate nelle serate fra amiche.
In quello stesso cielo sbattiamo la testa per spaccare il muro che separa il possibile all’impossibile… sporcandolo col nostro sangue, incidendolo con i nostri graffi, lasciando comunque filamenti di noi impigliati fra un mattone e l’altro.
Per noi l’indifferenza è l’offesa più grande.
Ci cibiamo solo di vortici di sensazioni, costruite nel nido dei ricordi di persone davvero importanti.
Abbiamo un debole per le cause perse e per le porte poco aperte.
Vestite di strati, non tutti riescono ad arrivare all’ultimo.
C’è chi ci conosce solo superficialmente e ci considera “frivole”, chi arriva un po’ più infondo e ci considera “amiche”...e chi attraversa quell’ultima fascia...così sottile da poter essere strappata anche solo con uno sguardo…
Perché il trucco è lì, negli occhi di chi abbiamo davanti.
Cerchiamo in quel cielo lo sguardo che ci scavi dentro, ed in quello sguardo, il cielo dove planare, che ci spalanchi il cuore, arrivi al bersaglio con la lucidità di una freccia con la leggerezza di una piuma…
Sguardo che parli. che ammiri. che ringrazi.
Sguardo in cui potersi specchiare e non riconoscersi.
Perchè l’immagine impressa nei suoi occhi.. ha una luce addosso.. che neanche immaginavi potesse esistere, figuriamoci intorno a te.
Vogliamo essere amate in modo totalizzante.
Con un amore che è sempre un boccheggiare, un arrancare sempre più su.
Una follia primordiale.
Paralizzate dall’idea che possa essere solo una bellissima bolla di sapone, pronta a scoppiare da un momento all’altro.
Funambole, già…a 2000 metri, ma che non rinunciano a vivere, viversela, riversarsi tutto addosso con la forza di una cascata, che si frantuma in milioni di gocce, ma che insieme formano un fiume…
e in questo fiume navigare,in quelle acque create da noi, bagnate da saliva e sudore, asciugate da discorsi troppo aridi, accresciute da lacrime come pioggia, ostacolate da dighe poste da altri che intralciano il nostro franoso fluire, e ci rallentano, ci fanno perdere forza, irruenza.
Non ci fermano.
Non ci riusciranno mai!
Il nostro vivere e sentire come onde irruenti è inafferrabile, è infrangibile...così reale, vivo, che ci tocca le corde dell’anima che da dentro in modo straboccante arriva a sfociare sulle rive della realtà di tutti giorni quella in cui noi tutte possiamo rispecchiarci e trovare ognuna il frammento che le appartiene….


4 commenti:

Pinta ha detto...

grazie per il blog!
Pinta

Anonimo ha detto...

complimenti . mi piace tanto.

Anonimo ha detto...

la vita è come uno specchio:ti sorride se la guardi sorridendo!forza giovi!!!sei mitica!!!

Anonimo ha detto...

ti ringrazio per il blog.