21 dicembre 2008

Auguri

23 agosto 2008

Ecco le pillole anticancro

di Umberto Veronesi
Farmaci capaci di impedire che la malattia si formi o si sviluppi. È il nuovo fronte caldo della guerra ai tumori. Il celebre oncologo spiega come prevenire il grande male con una medicina Arrivare prima della malattia. Trattando il corpo come un microambiente che si può condizionare a non accogliere il tumore. Ci si può riuscire con gli stili di vita, con il cibo sano. Ma anche con la farmacoprevenzione, usando cioè dei principi attivi che sono capaci d'interferire con la cancerogenesi. Fu il chirurgo inglese Stephen Paget, alla fine dell'Ottocento, a formulare la teoria del 'seme e suolo', in cui il cancro viene visto come una pianta infestante che germoglia se trova il terreno favorevole. Ma se invece il terreno viene trattato, il cancro non attecchisce. Una teoria affascinante, che però ha dovuto aspettare l'evoluzione della ricerca scientifica per cominciare a diventare plausibile. Ci siamo ormai abituati all'idea che si possono prevenire infarto, ictus e aterosclerosi con i farmaci che abbassano il colesterolo e controllano l'ipertensione: milioni di persone in tutto il mondo riescono a vivere più a lungo e in buona salute proprio grazie a questi farmaci squisitamente preventivi: chi è a rischio di essere colpito da accidenti cardiovascolari può essere trattato con successo per lunghi anni. Si punta adesso a ottenere gli stessi risultati per quanto riguarda i tumori. Come? Grazie agli sviluppi della medicina predittiva, siamo ormai in grado di identificare le persone a rischio di sviluppare un tumore, e tra le ricadute della mappatura del genoma ci sono alcuni test genetici utilissimi nella definizione del rischio. È il caso dei tumori della mammella per la mutazione dei geni Brca 1 e 2, è il caso dei tumori del colon per poliposi familiare. Ma gli indicatori di rischio oncologico allo studio sono molti. E la ricerca potrà presto indicare altri test capaci di dirci quanto un paziente è a rischio. Ai test coniughiamo la storia famigliare, la storia clinica (le cattive abitudini come il fumo e l'alimentazione) e tracciamo profili di rischio, che diventano sempre più accurati. Così, per le donne a rischio, ad esempio, si apre la vera prevenzione: la risonanza magnetica una volta all'anno, e tra poco la prospettiva di un farmaco anti-cancro derivato dalla vitamina A, da prendere tutti i giorni come un semplice integratore. Ci sono poi gli importanti esempi di principi attivi preventivi come il tamoxifene e altri anti-estrogeni per la prevenzione del tumore del seno. All'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, con Andrea Decensi abbiamo sperimentato con successo l'uso di un derivato dell'acido retinoico (la fenretinide) per la prevenzione del tumore mammario delle donne giovani. Umberto VeronesiUn grande vantaggio è il fatto che i farmaci preventivi sono caratterizzati da una tossicità molto bassa, e da scarsi effetti collaterali. Ne è un esempio la notizia, convalidata l'anno scorso da uno studio apparso sull' autorevole rivista scientifica 'Lancet', che una semplice aspirina al giorno per periodi prolungati può diminuire l'incidenza di tumori al colon. Inoltre sono farmaci che costano poco (l'acido retinoico costa un euro) e potrebbero salvare la vita di milioni di persone. Un caso curioso è quello del Finasteride, un principio attivo che inibisce l'enzima testosterone, e che è stato proposto per la prima volta una quindicina di anni fa per curare l'ipertrofia prostatica, cioè l'ingrossamento benigno della prostata, disturbo che colpisce un uomo su quattro dopo i cinquant'anni d'età, e che rende difficoltoso orinare. Il caso di questo farmaco è singolare, perché trattando gli uomini con ipertrofia prostatica, si è visto che il farmaco fermava anche la perdita dei capelli. In seguito si è scoperto che il Finasteride ha un importante effetto preventivo contro il tumore della prostata. Cinque anni fa, un ponderoso studio statunitense, finanziato in gran parte dal National Cancer Institute, ha provato il farmaco su 18 mila uomini dai 55 anni in su, in buona salute. Per sette anni metà di essi è stato trattato con il farmaco, l'altra metà con un placebo, cioè con una sostanza inerte sotto il profilo farmacologico. Tra coloro i quali avevano preso il farmaco, hanno constatato i ricercatori, la frequenza del tumore della prostata si è ridotta del 24 per cento. Un ottimo risultato, su cui però grava un'ombra che impone nuovi studi: chi, comunque, è stato colpito dal tumore, l'ha sviluppato in forma più aggressiva. Ora per il tumore prostatico si profila un nuovo agente protettore: la bicatulamide. Altre ricerche di farmacoprevenzione appaiono promettenti. Una delle più interessanti è quella sull'attività antitumorale delle statine, già in uso per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Se sarà provata la loro efficacia contro i tumori, avremo una classe di farmaci utili su due fronti. Da ricordare anche il progetto sull'uso inalatorio della budesonide, nei forti fumatori, quelli che presentano noduletti periferici che potrebbero essere precursori dell'adenocarcinoma, il più frequente istotipo di tumore del polmone. Se con l'inalazione i noduletti si ridurranno, l'azione preventiva della sostanza sarà provata. Bisogna credere nella farmacoprevenzione, e impegnarvi cervelli e mezzi finanziari. Nella battaglia contro il cancro mi sembra talmente strategica da richiedere una grande attenzione da parte della comunità scientifica internazionale, accompagnata dalla decisione dei governi di investire in questa grande scommessa. Il cancro è un problema di salute pubblica, e le enormi potenzialità della farmacoprevenzione devono trovare risposta nelle decisioni politiche. Bisogna anche che gli enti pubblici e privati di ricerca creino dipartimenti dedicati alla farmacoprevenzione, come è stato fatto negli Stati Uniti negli ultimi anni. Un'idea importante sarebbe creare un network europeo per la prevenzione dei tumori. Il movimento Europa contro il Cancro, di cui mi onoro di essere stato il promotore, ha creato negli anni '80-90 le basi perché oggi si possa cogliere questa nuova speranza di vita e di salute.
sull' ESPRESSO (21 agosto 2008) Colloquio con Michael Gnant

23 luglio 2008

Riuscivo a coltivare solo speranze



In versi e immagini, il libro descrive il profondo e complesso itinerario, nella realtà esterna e dentro di sé, percorso in occasione di un grave problema di salute: un lavoro di espressione di stati d'animo e di vissuti che rappresenta anche un possibile modo di affrontare la malattia.

Il recupero del proprio benessere viene descritto come un viaggio che, attraverso fasi diverse, conduce alla ricerca di un nuovo equilibrio.
Il ricorso alla dimensione creativa viene descritto nel libro, come recupero del rapporto con una parte di sé trascurata e messa in secondo piano: un passaggio che rimanda alla riflessione sull¹importanza dell¹integrazione delle parti diverse, dentro di sé e nel rapporto con il mondo esterno.
In questi orizzonti, il libro descrive la trasformazione nella modalità di prendersi cura di sé che, partendo dal corpo, si è estesa anche agli altri ambiti della vita.

Anna Maria Bellagamba

15 luglio 2008

PsicoNeuroEndocrinoImmunologia

Giornata di studio RAVENNA • 20 SETTEMBRE 2008

13 luglio 2008

Riorganizzazione dell'anatomia patologica


Il Resto del Carlino 28 giugno 2008




11 luglio 2008

La Farfalla




Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.


Pablo Neruda


06 luglio 2008

Nessuna certezza






Non tutti i gambi hanno le spine… Se le guardi bene, sembrano delle vele.
C’è chi vede il bicchiere sempre mezzo vuoto…
Chi oramai ha imparato a fare la vittima, così che vedendo tutto nero, se la vita gli regala un po’ di rosso, non incorre in delusioni, bensì in meraviglia… anche se poi, continua a cercare il pelo nell’uovo.
C’è chi è sempre di corsa ed il tempo lo vede di passaggio lo vive nello spacco senza cerniera, perché è un dispersivo convulsivo.
Quante volte ci sembra di non aver vissuto abbastanza, di non aver sfruttato ogni singola goccia della propria vita, di essere spiacenti nei confronti di sè stessi per non aver agito come avreste voluto fare? Quante volte?
Quante volte si è taciuto per orgoglio.
Quante volte non si è urlato ciò che si pensa, chi per assenza di coraggio, chi per eccesso di compostezza.Quante le volte che non si è puntato i piedi, che non si è stati decisi e decisivi…
Quante si è vissuti sottobraccio con l“amica” insicurezza, sperando che il cielo la mandasse buona, scovando per conferma un segno tra le nuvole.
Per non contare tutte quelle volte in cui non si è detto apertamente ciò che si prova.
Hai perso il conto dei “se”, dei “ma” e dei “se avessi fatto”.
Da che parte guardi il mondo?
Il tuo sguardo è disincantato o piuttosto sospettoso?
Brontoli sottovoce o urli incalzante il tuo stato di perenne insoddisfatto?
Sfili la matassa di seta dei desideri che hai raggomitolato nell’ angolo del cuore e, che Dio te la mandi buona per una volta…
Vorresti dare tutto il tuo cuore ma lasci la porta sempre socchiusa…
Ti fidi ancora poco del tuo prossimo, pronto ad alzare il sopracciglio sempre in tono ipercritico, perché sotto sotto, c’ è sempre qualcosa che non te la conta giusta…
Ma quali punti fermi…
Quando smetterai di contare le volte. Sacco pieno o Sacco vuoto?



29 giugno 2008

Le donne lo sanno da sempre….che il cielo è leggero ma non è vuoto….





In quel cielo non separiamo mai la razionalità dal cuore,perchè siamo dell’idea che il cuore ha sempre ragione.
In quel cielo perdoniamo i nostri errori senza per questo sentirci più deboli, ricucendo gli strappi e tenendoci stretta la cicatrice, simbolo di uno sbaglio che è sempre un più e mai un meno.
Custodiamo gelosamente tutto quello che viviamo e da un dettaglio ricostruiamo la storia.
Da un viso dipingiamo l’anima.
Leggiamo tra le righe anche quando queste righe non ci sono.
Sappiamo girare pagina o ricominciare il capitolo per capire meglio.
Riempiamo le nostre storie di segnalibri e orecchie che riavvolgiamo per riascoltare parole ormai passate….tutte incise sul nastro della nostra memoria, catalogate, sezionate e analizzate nelle serate fra amiche.
In quello stesso cielo sbattiamo la testa per spaccare il muro che separa il possibile all’impossibile… sporcandolo col nostro sangue, incidendolo con i nostri graffi, lasciando comunque filamenti di noi impigliati fra un mattone e l’altro.
Per noi l’indifferenza è l’offesa più grande.
Ci cibiamo solo di vortici di sensazioni, costruite nel nido dei ricordi di persone davvero importanti.
Abbiamo un debole per le cause perse e per le porte poco aperte.
Vestite di strati, non tutti riescono ad arrivare all’ultimo.
C’è chi ci conosce solo superficialmente e ci considera “frivole”, chi arriva un po’ più infondo e ci considera “amiche”...e chi attraversa quell’ultima fascia...così sottile da poter essere strappata anche solo con uno sguardo…
Perché il trucco è lì, negli occhi di chi abbiamo davanti.
Cerchiamo in quel cielo lo sguardo che ci scavi dentro, ed in quello sguardo, il cielo dove planare, che ci spalanchi il cuore, arrivi al bersaglio con la lucidità di una freccia con la leggerezza di una piuma…
Sguardo che parli. che ammiri. che ringrazi.
Sguardo in cui potersi specchiare e non riconoscersi.
Perchè l’immagine impressa nei suoi occhi.. ha una luce addosso.. che neanche immaginavi potesse esistere, figuriamoci intorno a te.
Vogliamo essere amate in modo totalizzante.
Con un amore che è sempre un boccheggiare, un arrancare sempre più su.
Una follia primordiale.
Paralizzate dall’idea che possa essere solo una bellissima bolla di sapone, pronta a scoppiare da un momento all’altro.
Funambole, già…a 2000 metri, ma che non rinunciano a vivere, viversela, riversarsi tutto addosso con la forza di una cascata, che si frantuma in milioni di gocce, ma che insieme formano un fiume…
e in questo fiume navigare,in quelle acque create da noi, bagnate da saliva e sudore, asciugate da discorsi troppo aridi, accresciute da lacrime come pioggia, ostacolate da dighe poste da altri che intralciano il nostro franoso fluire, e ci rallentano, ci fanno perdere forza, irruenza.
Non ci fermano.
Non ci riusciranno mai!
Il nostro vivere e sentire come onde irruenti è inafferrabile, è infrangibile...così reale, vivo, che ci tocca le corde dell’anima che da dentro in modo straboccante arriva a sfociare sulle rive della realtà di tutti giorni quella in cui noi tutte possiamo rispecchiarci e trovare ognuna il frammento che le appartiene….


28 giugno 2008

Chi siamo





Un gruppo di donne operate di tumore al seno disponibili a condividere esperienze ed emozioni, in un clima spontaneo ed informale.



IO = io ci sono

per = un aiuto per chi affronta il tumore al seno.

NOI = condivisione e forza reciproca.



Obbiettivi




  • Condividere esperienze

  • Confrontare sentimenti

  • Fare progetti

  • Scambiare informazioni


Scopi



  • Il Gruppo vuole stimolare un atteggiamento positivo in tutte quelle donne che hanno incontrato sul loro percorso la malattia.
  • Ci costituiamo volontariamente per cercare di soddisfare un bisogno, superare un problema, ottenere un cambiamento in maniera reciproca.
  • Per perseguire i nostri scopi ci avvaliamo della collaborazione e consulenza della psicologa del servizio oncologico Dr.ssa Ilaria Strada.
  • La motivazione principale è soprattutto la voglia di comunicare, utilizzando un linguaggio confidenziale, in modo da integrare la comunicativa che già intercorre nel rapporto tra medico e paziente.
  • Conoscere persone che hanno attraversato o stanno attraversando le stesse difficoltà, fa sentire meno soli e aiuta a capire che sentimenti e reazioni che sembrano isolati non sono affatto tali.
  • Incontrare persone che hanno superato gli stessi problemi, o hanno trovato modi ottimali per affrontarli e gestirli può regalare speranza e ottimismo.


27 giugno 2008

E' nato il blog di IOperNOI







Mercoledì 25 giugno alle 9 del mattino nasce ufficialmente il blog di IOperNOI. Il gruppo di auto-muto-aiuto si costituisce dopo l'incontro con il Primario dell'Unità Operativa di Oncologia Medica del Presidio Ospedaliero di Lugo Dr.Giorgio Cruciani.



Noi donne




Le donne hanno delle energie che meravigliano gli uomini.
Affrontano difficoltà,reggono gravi pesi, però hanno felicità, amore e gioia .
Sorridono quando vorrebbero gridare, cantano quando vorrebbero piangere, piangono quando sono felici e ridono quando sono nervose.
Lottano per ciò in cui credono.
Si ribellano all’ingiustizia.
Non accettano un "no" per risposta quando credono che ci sia una soluzione migliore.
Si privano per mantenere in piedi la famiglia.
Vanno dal medico con un’amica timorosa.
Amano incondizionatamente.
Piangono quando i loro figli hanno successo e si rallegrano per le fortune dei loro amici.
Sono felici quando sentono parlare di un battesimo o un matrimonio.
Il loro cuore si spezza quando muore un’amica.
Soffrono per la perdita di una persona cara .
Senza dubbio sono forti quando pensano di non avere più energie.
Sanno che un bacio e un abbraccio possono aiutare a curare un cuore spezzato.
Non ci sono dubbi, nella donna c’è un difetto.
Ed è che si dimentica quanto vale.



26 giugno 2008

Il Girasole







Abbiamo scelto il Girasole perchè è un fiore vitale, un fiore che sprigiona forza e potenza...e così vorremmo essere Noi, per donare il nostro calore a tutti coloro che ne hanno e ne avranno bisogno...

Nel linguaggio dei fiori il girasole è simbolo di "amicizia sincera".

Denota la presenza di vita e di energia, esprime spirito di collaborazione e porta la gioia di condividere la propria operosità con altri.
Porta fortuna alle persone e porta serenità nelle comunità.

Tutte queste caratteristiche ci sembrano applicabili ed incredibilmente adeguate allo spirito ed agli scopi del nostro gruppo.

Non potevamo scegliere un simbolo più adatto e significativo, oltre che bello!!!

Anna